Il santuario Della Madonna di Polsi

Il Santuario della Madonna di Polsi, noto anche come “Madonna della Montagna“, è un santuario mariano incastonato nel cuore del Parco Nazionale dell’Aspromonte, nel comune di San Luca. Situato a 862 metri sul livello del mare, il santuario è circondato dalle imponenti vette dell’Aspromonte e attraversato dalla fiumara del Bonamico.

La solenne festa della Madonna della Montagna si celebra il 2 settembre. Un gran numero di fedeli provenienti da Delianuova intraprende il pellegrinaggio a piedi al santuario nel periodo compreso tra la Festa della Madonna della Salute ai Piani di Carmelia (l’ultima domenica di agosto) e la prima settimana di settembre.

"Senza dubbio, Santa Maria di Polsi è una delle più notevoli scene che io abbia mai visto; [...] Il carattere perpendicolare dello scenario è sorprendente, le rupi boscose da sinistra a destra lo chiudono come le quinte di un teatro; e poiché nessun altro edificio è in vista, l'incanto e la solitudine di questo luogo sono completi. Nessun altro posto, persino più remoto, fa intravedere un paesaggio di maggiore contrasto persino con quelli in cui giacciono spesso i solitari monasteri d'Italia, che dalla loro altezza e dal loro angolo dominano o una distante pianura o il mare. Qui, invece, tutto intorno, al di sopra e al di sotto, è chiuso da boschi e montagne - nessuno sbocco, nessuna varietà - soltanto la solitudine e il senso dell'eremitaggio regnano sovrani."
Edward Lear
"Diario di un viaggio a piedi"

Tra FEDE, tradizione e LEGGENDA

La Leggenda vuole che nel cuore dell’Aspromonte, ai Piani di Carmelia, l’anno 1144 vide un evento straordinario. Un umile pastore di nome Italiano, mentre conduceva il suo gregge, si avventurò in una valle remota alla ricerca di un giovane bue smarrito. La sua ricerca lo condusse in un luogo inaspettato, dove il bovino, inginocchiato, aveva riportato alla luce scavando una croce di ferro, nascosta sotto la terra.

In quel preciso istante apparve la Vergine Maria al giovane pastore, indicando con solennità il luogo dove desiderava fosse eretta una chiesa in suo onore. Questo incontro mistico segnò l’inizio di una tradizione che si sarebbe tramandata nei secoli, fino a oggi.

Tuttavia, un’altra versione di questa leggenda sostituisce il pastore con il conte Ruggiero il Normanno. In questa variante si narra che il conte, durante una battuta di caccia, si addentrò nella medesima valle, dove avvenne l’incontro miracoloso. 

Le case sono poche, alcune bianche, altre abbrunite dal tempo; sono là ove più bello è il luogo, tra pini, querceti e castagni, dove più dolce è la terra chiusa da due fiumi. Il convento sovrasta la chiesa: si distingue da lontano la porta maggiore, ora chiusa, il campanile accanto che mette al sole la sua nota bigia, il con- vento rafforzato come da un contrafforte. Un frate cammina piano sulla via, un gregge si specchia nell'acqua chiara del fiume che dalle sorgenti vergine del monte corre tra valli e piani nell'abbraccio del mare. Dagli ovili s'ode lo scampanio delle pecore, il richiamo dei pastori. La strada serpentina si perde tra gli elci e le felci, si stende fino all'ultima cima del monte.
Corrado Alvaro
"Polsi nell'arte, nella leggenda e nella storia"

POLSI, LA Storia

L’etimologia del nome Polsi, derivante dall’antico Poupsis, suggerisce un ‘luogo elevato’ o un’ ‘esaltazione’, un’eco che risuona nel nome stesso del santuario: Santa Maria di Polsi, ovvero Maria dell’Esaltazione della Croce.

In seguito al ritrovamento della Santa Croce, un luogo di culto sorse in questa remota valle dell’Aspromonte. Inizialmente, una modesta chiesetta bizantina, seguita dalla fondazione di un monastero, divennero il cuore pulsante di una comunità monastica dedita alla preghiera, alla custodia del sapere e al lavoro manuale.

I monaci greci si dedicarono con passione alla trascrizione di codici, preservando la saggezza del passato. Allo stesso tempo si impegnarono in attività artigianali e agricole, plasmando la terra e creando opere che riflettevano la loro spiritualità e il loro ingegno.

Il santuario di Polsi divenne così un crocevia di fede e cultura, fino a oggi.



LA Statua

Il maestoso simulacro della Madonna con in braccio il bambino, scolpito su pietra tufacea, fu trasportato a Polsi probabilmente intorno all’anno 1560.

La tradizione vuole che la monumentale scultura collocata sopra un carro di buoi fosse destinata a una chiesa di Santa Cristina D’Aspromonte, ma che i buoi abbiano provvidenzialmente cambiato direzione e, attraverso vie impervie, siano giunti a Polsi. 

La statua pesa circa otto quintali. 

Delianuova a pOlsi

Di fronte alla facciata principale della chiesa sorge insieme a quelle di Messina e Ganzirri anche la “casa” di Pedavoli (ora Delianuova), come ricorda la lastra di marmo affissa all’esterno della struttura. 

Le “case” che fanno da cornice alla chiesa, al convento e al palazzo vescovile, sono sorte in epoche differenti e sono state spesso frutto di prestazioni gratuite di devoti di vari paesi, soliti convenire annualmente a far visita al santuario.

Delianuova è stata, ed è ancora oggi, crocevia per i fedeli che dal lato tirrenico vogliono raggiungere Polsi. Per chi vuole riscoprire il vecchio sentiero dei fedeli, è disponibile una breve guida nel nostro portale.

Eventi

Calendario di Eventi

lunedì
martedì
mercoledì
giovedì
venerdì
sabato
domenica
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,

1 evento,

0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,
0 eventi,

info@vistdelianuova.it

© 2025 – Sito ospitato da Pitagora Software Srl