Il santuario Della Madonna di Polsi
Il Santuario della Madonna di Polsi, noto anche come “Madonna della Montagna“, è un santuario mariano incastonato nel cuore del Parco Nazionale dell’Aspromonte, nel comune di San Luca. Situato a 862 metri sul livello del mare, il santuario è circondato dalle imponenti vette dell’Aspromonte e attraversato dalla fiumara del Bonamico.
La solenne festa della Madonna della Montagna si celebra il 2 settembre. Un gran numero di fedeli provenienti da Delianuova intraprende il pellegrinaggio a piedi al santuario nel periodo compreso tra la Festa della Madonna della Salute ai Piani di Carmelia (l’ultima domenica di agosto) e la prima settimana di settembre.





Tra FEDE, tradizione e LEGGENDA
La Leggenda vuole che nel cuore dell’Aspromonte, ai Piani di Carmelia, l’anno 1144 vide un evento straordinario. Un umile pastore di nome Italiano, mentre conduceva il suo gregge, si avventurò in una valle remota alla ricerca di un giovane bue smarrito. La sua ricerca lo condusse in un luogo inaspettato, dove il bovino, inginocchiato, aveva riportato alla luce scavando una croce di ferro, nascosta sotto la terra.
In quel preciso istante apparve la Vergine Maria al giovane pastore, indicando con solennità il luogo dove desiderava fosse eretta una chiesa in suo onore. Questo incontro mistico segnò l’inizio di una tradizione che si sarebbe tramandata nei secoli, fino a oggi.
Tuttavia, un’altra versione di questa leggenda sostituisce il pastore con il conte Ruggiero il Normanno. In questa variante si narra che il conte, durante una battuta di caccia, si addentrò nella medesima valle, dove avvenne l’incontro miracoloso.

POLSI, LA Storia
L’etimologia del nome Polsi, derivante dall’antico Poupsis, suggerisce un ‘luogo elevato’ o un’ ‘esaltazione’, un’eco che risuona nel nome stesso del santuario: Santa Maria di Polsi, ovvero Maria dell’Esaltazione della Croce.
In seguito al ritrovamento della Santa Croce, un luogo di culto sorse in questa remota valle dell’Aspromonte. Inizialmente, una modesta chiesetta bizantina, seguita dalla fondazione di un monastero, divennero il cuore pulsante di una comunità monastica dedita alla preghiera, alla custodia del sapere e al lavoro manuale.
I monaci greci si dedicarono con passione alla trascrizione di codici, preservando la saggezza del passato. Allo stesso tempo si impegnarono in attività artigianali e agricole, plasmando la terra e creando opere che riflettevano la loro spiritualità e il loro ingegno.
Il santuario di Polsi divenne così un crocevia di fede e cultura, fino a oggi.
LA Statua
Il maestoso simulacro della Madonna con in braccio il bambino, scolpito su pietra tufacea, fu trasportato a Polsi probabilmente intorno all’anno 1560.
La tradizione vuole che la monumentale scultura collocata sopra un carro di buoi fosse destinata a una chiesa di Santa Cristina D’Aspromonte, ma che i buoi abbiano provvidenzialmente cambiato direzione e, attraverso vie impervie, siano giunti a Polsi.
La statua pesa circa otto quintali.


Delianuova a pOlsi
Di fronte alla facciata principale della chiesa sorge insieme a quelle di Messina e Ganzirri anche la “casa” di Pedavoli (ora Delianuova), come ricorda la lastra di marmo affissa all’esterno della struttura.
Le “case” che fanno da cornice alla chiesa, al convento e al palazzo vescovile, sono sorte in epoche differenti e sono state spesso frutto di prestazioni gratuite di devoti di vari paesi, soliti convenire annualmente a far visita al santuario.
Delianuova è stata, ed è ancora oggi, crocevia per i fedeli che dal lato tirrenico vogliono raggiungere Polsi. Per chi vuole riscoprire il vecchio sentiero dei fedeli, è disponibile una breve guida nel nostro portale.


